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L’Assemblea della Società Italiana
di Chirurgia Pediatrica, riunitasi il19 Settembre 2000 a Siena in
occasione del suo 34° Congresso, ha preso atto di indagini
statistiche promosse dal Comitato Direttivo che evidenziano alcuni
punti di particolare interesse relativi al rispetto dei diritti del
bambino così come sanciti da deliberazioni prese in sedi
internazionali e nazionali, in particolare per quanto attiene il
diritto di ogni bambino a ricevere adeguate cure mediche nell’ambito
di strutture a questo scopo destinate.
In particolare quanto si ritiene
opportuno evidenziare è la crescente inappropriatezza del ricovero e
del trattamento di bambini affetti da patologie chirurgiche in
strutture a loro non dedicate, al punto che oltre i due terzi delle
più comuni patologie chirurgiche del bambino sono trattate in
reparti per adulti (53896 casi su 79042 – 68,2% - secondo i dati
forniti dal Ministero della Sanità per l’anno 1996) In tale numero
sono inclusi anche neonati affetti da malformazioni congenite
maggiori. L'autonomia gestionale conferita ai Direttori Generali
nella riorganizzazione delle strutture assistenziali , ulteriormente
confermata dal mancato riconoscimento dell’autonomia della nostra
Specialità nella dirigenza di I livello, lascia facilmente
ipotizzare la possibilità di istituzione di unità assistenziali e di
servizi ambulatoriali inappropriatamente denominati di “Chirurgia
Pediatrica” ma tali solo nominalmente perché assegnati a Chirurghi
Generali che dispongono di una specifica esperienza limitata e
possono documentare interventi chirurgici occasionali in bambini su
patologie peraltro di routine. Questo fenomeno, presumibilmente e
temibilmente destinato ad intensificarsi, nasce dall’impostazione
aziendalistica della Sanità, che impone il perseguimento del
pareggio di bilancio della struttura, e dal ridimensionamento
quantitativo dell’attività del Chirurgo Generale dell’adulto,
conseguente alla frammentazione in subspecialità della disciplina
madre, considerazioni che insieme spingono i Colleghi chirurghi
generali ad ampliare indebitamente il proprio ambito di competenza a
prescindere da qualunque considerazione di tipo qualitativo o
medicolegale.
Sulla scorta di quanto sopra
esposto l’Assemblea ritiene che, in contrasto con quanto sancito
dalla Carta dei Diritti del Bambino promulgata dall’UNICEF e
recepita nel Piano Sanitario Nazionale in tema di protezione della
salute del bambino, i diritti del bambino chirurgico in Italia
risultino attualmente non pienamente rispettati, a differenza di
quanto invece si verifica nei confronti dei bambini affetti da
patologie di interesse medico.
Per tali motivi l’Assemblea chiede
all’UNICEF:
1.
Che il bambino chirurgico venga ricoverato solo ed
esclusivamente in strutture di Chirurgia Pediatrica
2.
Che le Unità Operative semplici e complesse di Chirurgia
Pediatrica vengano esclusivamente affidate a medici dotati di
Diploma di Specialità in Chirurgia Pediatrica
3.
Che in tali strutture, analogamente a quanto avviene per i
pazienti affetti da patologie di interesse medico, vengano
ricoverati anche gli adolescenti sino ai 18 anni così come statuito
dai documenti prima richiamati. |