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DATI STATISTICI SULLA DAY
SURGERY IN CHIRURGIA PEDIATRICA
Gian Battista Parigi
Cattedra
di Chirurgia Pediatrica, Dipartimento di Scienze Pediatriche,
Università degli Studi e I.R.C.C.S. Policlinico "S.Matteo", Pavia
RELAZIONE AL
IV CONGRESSO NAZIONALE SICADS
ROMA 28-30 NOVEMBRE 1999
Gian Battista Parigi
Chirurgia Pediatrica
Policlinico "S.Matteo"
27100 Pavia
tel e fax 0382/422966
gbparigi@smatteo.pv.it
DATI STATISTICI SULLA DAY SURGERY IN CHIRURGIA
PEDIATRICA
Gian Battista Parigi
Cattedra di Chirurgia Pediatrica,
Dipartimento di Scienze Pediatriche, Università degli Studi e
I.R.C.C.S. Policlinico "S.Matteo", Pavia
Introduzione
Non è probabilmente fortuito
il caso che la prima citazione in Medline del termine di “day
surgery” (DS) sia relativa ad un articolo specificamente
dedicato alla DS in chirurgia pediatrica
(1) , comparso nella letteratura
medica nel Settembre 1971. E’ altrettanto significativo il fatto
che anche la prima pubblicazione italiana recensita da Medline sotto
la parola-chiave “day surgery”, da ascrivere a Cozzi e coll.
(2), sia relativa a pazienti pediatrici.
Questa particolare modalità di erogazione dell'assistenza
ospedaliera, riducendo all’essenziale il periodo di ospedalizzazione
e quindi il distacco del piccolo paziente dall’ambito domestico,
risponde infatti in modo ottimale alle esigenze dei bambini affetti
da patologie chirurgiche di piccola e media entità. Oltre a ciò, la
radicale ristrutturazione imposta alla gestione della Sanità in
Italia dalla legislazione più recente, i cui principi cardine si
possono identificare in “…un uso più razionale delle risorse
... la diminuzione massima dei posti letto in chirurgia ...la
riorganizzazione degli ospedali ... la concentrazione delle
attività specialistiche ... una diminuzione nel costo del
trattamento" (3),ha dato un ulteriore
incremento al numero di Centri di Chirurgia Pediatrica che hanno
inserito la DS fra i servizi offerti all’utenza.
Queste considerazioni hanno
indotto la Società Italiana di Chirurgia Pediatrica (SICP), una
delle Società fondatrici della Federazione Italiana di Day Surgery (FIDS),
a condurre un’indagine nazionale sulla diffusione e sulle modalità
di attuazione della DS nei 57 Centri di Chirurgia Pediatrica
esistenti in Italia. In questo lavoro verranno sinteticamente
presentati i risultati di tale indagine.
MATERIALI E METODI
I dati di carattere generale
sono stati scaricati dal sito Internet dell'ISTAT (4) o
forniti direttamente all’Autore dal Ministero della Sanità (5)
e dalla Regione Lombardia (6).
I dati relativi alla
Chirurgia Pediatrica derivano da tre indagini svolte mediante
l’invio di questionari agli apicali dei 57 Centri di Chirurgia
Pediatrica operanti in Italia (per quanto riguarda la modalità
di individuazione dei Centri si rinvia al lavoro n. 7): la
prima di carattere generale riferita a dati del 1993 (7)
, cui hanno risposto tutti i Centri; la seconda specificamente
dedicata alla DS e basata sul questionario elaborato dalla ASSR
(8) , riferita a dati del 1997, cui hanno risposto 38/57
Centri (66.6%); la terza, ancora di carattere generale e intesa
quale aggiornamento della prima, riferita ai dati 1998, cui hanno
nuovamente risposto tutti i 57 Centri. Si segnala che nel periodo
intercorso fra la prima e la terza indagine sono state aperte due
nuovi strutture di Chirurgia Pediatrica (Savona e Modena) e chiuse o
accorpate altrettante (Genova Galliera e Napoli Pausilipon),
lasciando così invariato il totale di 57.
RISULTATI
L’entità globale della
diffusione della DS pediatrica in Italia può essere valutata in
base alla distribuzione dei DRG per ricoveri chirurgici in pazienti
di età inferiore ai 18 anni, così come forniti dal Ministero della
Sanità (5) (tab. 1). Altre interessanti
considerazioni relative alla diffusione della DS possono essere
dedotte dalla distribuzione dei ricoveri ospedalieri in reparti di
pediatria (cod. 039) e di chirurgia pediatrica (cod. 011) in
Lombardia nel 1998 (6) (tab. 2), così come alla
pratica della DS nei pazienti di età inferiore ad 1 anno suddivisi
per reparto di ricovero (dati 1997 regione Lombardia) (tab. 3).
Focalizzando l’attenzione
sui Centri di Chirurgia Pediatrica che praticano la DS, si
osservi in tab. 4 la distribuzione geografica delle strutture
suddivise in 5 macroregioni, equivalenti ai collegi per le elezioni
europee e così definite: Nord-Ovest (Valle d'Aosta, Piemonte,
Lombardia, Liguria); Nord-Est (Veneto, Trentino-Alto Adige,
Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna); Centro (Toscana, Umbria,
Marche, Lazio, Abruzzo, Molise); Sud (Campania, Puglia, Basilicata,
Calabria); Isole (Sicilia, Sardegna). Risulta evidente
l’incremento nel numero registratosi negli ultimi anni, dato
ulteriormente evidenziato nella fig. 1.
Alla domanda relativi ai
motivi che ostacolano lo sviluppo della DS, 13 dei 16 Centri in
cui la DS non è praticata hanno dato le seguenti motivazioni
(consentita più di una risposta): problemi organizzativi (9/13),
carenza di personale (4/13), di incentivi (4/13), di spazi (3/13),
mancata compliance dei pazienti (1/13); indisponibilità degli
anestesisti per problematiche medicolegali (1/13).
La tab. 5 riassume
le attività di ricovero e cura praticate in regime ordinario
e di DS presso le strutture di Chirurgia Pediatrica (letti,
ricoveri, interventi) suddivise per area geografica. La
disponibilità di Centri in relazione alla popolazione residente
ed alla popolazione di età inferiore ai 14 anni è presentata in
tab. 6. La fig.2 è relativa al tempo dedicato dal
personale medico ed infermieristico alle attività di DS intesa
come percentuale sul totale del tempo lavorativo.
Approfondendo l’indagine
circa le modalità tecnico-burocratiche di attuazione della DS, alle
domande del questionario FIDS sono state date le seguenti risposte
(dati % relativi a 17 Centri):
·
In
che forma viene praticata la DS?
Ufficialmente formalizzata :
70%; in via di formalizzazione: 18%; in modo informale 12%.
·
Quale modello organizzativo è stato adottato?
Unità autonoma di DS 6%;
unità di degenza dedicata 18%; posti letto dedicati 76%.
·
Cosa
è stato necessario per sviluppare la DS ?
Modifica delle procedure
amministrative 54%; riconversione spazi esistenti 23%; entrambe le
cose 23%.
·
Quando viene svolta l’attività di DS ?
In sale operatorie dedicate
0%; in sedute operatorie dedicate 0%; nel corso di sedute operatorie
ordinarie 100%
·
E’
stata mantenuta la distinzione fra interventi ambulatoriali ed in DS
?
Si 77%; no 23%
·
La
struttura di DS è dotata di un sistema di contabilità analitica per
centri di costo ?
Si automatizzata 35%; si
manuale 12%; no 53%
·
Viene tenuto un apposito registro per le prestazioni di DS ?
Si 53%; no 47%
Entrando nel dettaglio degli
aspetti clinici legati all’erogazione di prestazioni in DS,
sono stati studiati alcuni parametri relativi al “prima”, al
“durante” e al “dopo” il ricovero DS.
·
“Prima” - I criteri di
esclusione al ricovero DS sono stati parametrati su una scala
arbitraria da 1 a 100, ed il valore è stato ricavato comparando
elaborando le risposte dettagliate fornite da 17 Centri. I risultati
sono rappresentati graficamente in fig. 3. Gli accessi
preoperatori sono risultati pari in media ad uno,
indipendentemente dalla patologia; una sola struttura segnala 2 e 3
accessi per pazienti affetti da criptorchidismo e idrocele (è
possibile tuttavia si tratti di una inappropriata registrazione come
accessi DS di quelle che sembrerebbero essere visite ambulatoriali).
Gli accertamenti preoperatori sono rappresentati dalla visita
anestesiologica, praticata nei giorni precedenti il ricovero nel 41%
dei casi, il giorno stesso nel 47% (nel 12% restante non è
specificato il momento della visita); alla visita clinica viene
associata l'esecuzione di un ECG in 7/17 Centri, di una radiografia
del torace in 3/17. Una volta conclusi gli accertamenti, prima di
passare all’atto chirurgico, i genitori vengono informati sulle
modalità dell’intervento: nella metà dei casi verbalmente, nei
restanti in parti uguali mediante uno scritto predisposto allo scopo
oppure mediante entrambe le modalità. Il consenso informato
all’intervento è raccolto su un modulo appositamente predisposto per
la DS in solo un quarto dei casi, mentre nei restanti si utilizzano
i formulari soliti.
·
“Durante” - La tab. 7
presenta i dati relativi alle patologie individuate nelle
linee-guida della ASSR come passibili di essere trattate in regime
di DS in chirurgia pediatrica (9) , elaborati sulla
scorta dei dati dettagliatamente forniti da 13 Centri. Nella prima
colonna sono elencate le patologie e/o gli interventi in ordine
alfabetico (il prolasso rettale, citato nelle linee-guida, non
compare perché non risulta essere mai stato trattato in DS); nella
seconda la percentuale dei Centri che praticano in DS quel
determinato intervento (range dal 100% per il frenulo linguale
al 15,4% per le ipospadie minori); nella terza la percentuale di
interventi svolti in DS sul totale degli interventi analoghi (range
dal 92,5% per il patereccio al 19,3% per il varicocele); nella
quarta le ore medie di recupero postoperatorio prima delle
dimissioni (range da 2,7 ore per l’unghia incarnita a 5,5 ore per
il varicocele e le ipospadie minori). Per la quinta colonna vedi
oltre. Le dimissioni sono avvenute in giornata nel 94,8% dei casi;
il restante 5,2% dei casi è stato dimesso il giorno successivo
all’intervento.
·
“Dopo” – Gli accessi postoperatori
sono stati in media 1,49, con un range da 1 (la maggior parte della
patologie) a 5 (ascesso perianale). Il 70% dei Centri rilascia una
relazione dettagliata e completa per il medico di famiglia, ma solo
la metà circa di questi ne utilizza regolarmente la collaborazione
per il trattamento del paziente a domicilio.
L’ultimo punto toccato dal
questionario ASSR ha cercato di stabilire il livello di consenso
sulla opportunità di praticare in regime di DS gli interventi
individuati dalle linee guida ASSR. Questa valutazione è stata
richiesta a tutti i Centri, praticassero o no la DS; hanno
complessivamente risposto 22 Centri. La quinta colonna della tab. 7
riporta la percentuale di Centri favorevoli all’esecuzione di quel
particolare intervento in regime di DS; tutti gli interventi
indicati hanno raccolto almeno il 50% dei consensi (con un massimo
del 100% per l’intervento di resezione del frenulo linguale) ad
eccezione delle ipospadie minori (31,8%) e della fimosi (13,6%).
Oltre agli interventi elencato sono stati indicati come passibili di
esecuzione in DS la rimozione di cateteri venosi centrali, il
trattamento delle torsioni di funicolo o di idatide ed alcuni
interventi in videolaparoscopia.
DISCUSSIONE
Le motivazioni che hanno
giustificato la nascita e lo sviluppo della DS sono essenzialmente
riconducibili al desiderio di ridurre l’incidenza dei multiformi
problemi legati alla degenza ospedaliera, particolarmente sensibili
nel caso dei bambini, ed alla necessita’ di contenere la spesa
sanitaria. Due motivazioni quindi ben lontane seppur non
antitetiche fra loro, la prima sorretta dal desiderio di fornire
un migliore servizio agli utenti, la seconda da quello di consentire
risparmi di gestione alla struttura.
Per quanto riguarda la prima
motivazione è abbastanza difficile identificare dei parametri
oggettivi che la quantifichino (si possono citare indagini a
questionario che evidenziano come il 90% dei pazienti e l’85% dei
pediatri referenti si dichiarino soddisfatti del trattamento in DS
vs quello convenzionale (10) ), mentre
per quanto attiene la seconda, il risparmio consentito dalla DS alla
struttura sanitaria, non vi sono dubbi (si veda l’analisi di Sadler,
condotta su 184 casi pediatrici operati in DS per circoncisione,
ernia, orchidopessi, idrocele, che quantifica nella misura di 105
sterline -circa 300.000 lire- il risparmio ottenuto per paziente
(11) ). Quanto può forse sfuggire è
l’entità di questo risparmio: secondo dati presentati alla 3rd
World Conference on Medical Effectiveness celebratasi a Kiel nel
1995 l’incremento del 5-10% negli interventi eseguiti in DS in una
nazione comporterebbe un risparmio tale da pagare tutte le spese
relative al programma trapianti d'organo di quella nazione
(12) . Se in Italia i 15.000 interventi
di ernia inguinale praticati in pazienti di età inferiore ai 18 anni
fossero tutti eseguiti in DS, il SSN risparmierebbe qualcosa come 10
miliardi in rimborsi DRG.
Nella realtà italiana, in
seguito alle radicali innovazioni introdotte nella legislazione
sanitaria nel corso degli ultimi 7 anni (D.L. 502/92, D.L. 26/7/93,
L. 537/93, D.L. 603/94, L.724/94, D.L. 57/95, L.G.1/1995), l’impulso
dato da considerazioni di carattere economico-organizzativo sulla
scelta di introdurre o meno la DS ha comunque pesato a tal punto da
rendere quella della DS una scelta spesso obbligata. Basti
considerare quanto consegue alla legge n. 537 del 24/12/93, che
prevede una rete ospedaliera nazionale costituita da 4,5 posti letto
per mille abitanti per il settore acuti e da 1 posto letto/1000
abitanti per la riabilitazione/lungodegenza, imponendo quindi di
diritto (se non ancora di fatto) la chiusura di circa 46.000 posti
letto o la loro riconversione in posti di Day Hospital (“All’
interno di questi parametri vanno ricompresi anche i posti letto
equivalenti di day hospital, la cui attivazione, disciplinata dal
D.P.R. 20/10/92, e’ determinata nel 10 %, in media regionale, del
numero di posti letto ordinari” - G.U. 29/6/95, L.G. 1/1995,
pag. 47).
E’ in quest’ottica che va
compreso il netto incremento fatto registrare dalla pratica della DS
in Chirurgia Pediatrica in Italia, ben evidenziato nella fig. 1. Il
grafico evidenzia un primo periodo in cui la pratica della DS era
limitata a pochi Centri pionieri, che l'avevano adottata per un
preciso apprezzamento della sue potenzialità; un secondo periodo di
rapido aumento, coincidente con la promulgazione delle leggi prima
citate; l'ultimo periodo di vorticoso incremento, negli ultimi due
anni, legato ad una sempre più pesante situazione organizzativa e ad
una crescente domanda del pubblico. Volendo ricorrere ad uno
schematismo un po' grossolano ma efficace potremmo affermare che la
DS nel primo periodo era adottata per "scelta", nel secondo
per "opportunità", nel terzo per "necessità".
L’obbiettivo della trasformazione del 10% dei posti letto da
ordinari a DS, fissato dai disposti legislativi prima citati, può
essere considerato raggiunto nei 41 Centri che dispongono di una DS
(letti DS 10,3% degli ordinari); considerando invece le Chirurgie
Pediatriche nel loro complesso tale proporzione è ancora abbastanza
lontana dal dettato legislativo (7,8%). Analizzando la situazione
nelle 5 aree prima identificate osserviamo che la diffusione della
DS è nettamente diversa fra il Nord-Ovest, dove il 92,5% dei Centri
la pratica, ed il Sud, dove questa percentuale scende al 50,0%.
Considerando però che sei anni fa tali percentuali erano
rispettivamente del 46,1% e del 6,6%, risulta evidente che
l’incremento al Sud è stato nettissimo e che la differenza segnalata
potrà in breve tempo annullarsi.
I dati raccolti consentono
poi di formulare alcune considerazioni non immediatamente evidenti
all’analisi delle tabelle presentate. Risulta abbastanza evidente,
ad esempio, che la decisione di praticare la DS è stata in numerosi
Centri più un obbligo imposto dalle circostanze che una libera
scelta dettata dal desiderio di fornire un servizio diverso (…DS per
"necessità" !). La maggioranza dei Centri ha infatti
formalizzato l’istituzione della DS, realizzata però semplicemente
modificando le procedure amministrative senza incidere troppo
sull’impianto organizzativo preesistente (ad es., nessun Centro ha
dichiarato di riservare sedute operatorie specificamente alla DS);
si è quindi fatto solitamente ricorso alla soluzione dei “posti
letto dedicati”, il meno “impegnativo” organizzativamente dei tre
possibili modelli di erogazione della DS. Ricordiamo che questi sono
così indicati: 1) unita’ autonoma di DS dotata di accettazione,
degenza, sale operatorie, uffici amministrativi ed altri eventuali
servizi indipendenti; questo modello, che ricorda quello dei
“Surgicenters” statunitensi (13) è
nella realtà italiana prevedibile forse solo nella sanità
privata, e per la sua attivazione è necessario ottemperare ad un
complesso articolato di requisiti minimi; 2) unita’ operativa di
degenza monospecialistica o multidisciplinare all’interno di un
Ospedale o di una Casa di Cura, esclusivamente dedicata ai casi di
DS (Day Case Unit); e’ il modello presumibilmente ottimale sia per
la qualità del servizio sia per rendere più sensibili i potenziali
benefici economici della DS (14) , ma e’
oggettivamente di difficile attuazione per specialità quali la
Chirurgia Pediatrica che prevedono un’attività chirurgica di volume
complessivo relativamente modesto; 3) posti letto dedicati
all’interno dell’Unità di degenza ordinaria di un Ospedale o di una
Casa di Cura; è il modello più facile da organizzare, ma che a conti
fatti non comporta apprezzabili economie di esercizio rispetto ad un
ricovero ordinario con due pernottamenti. Un ulteriore segno di una
“cultura” della DS ancora da sviluppare è il frequente mancato
coinvolgimento del curante per il trattamento domiciliare del
bambino dimesso in giornata.
Un’altra osservazione è
relativa alla ancora non del tutto acquisita differenziazione posta
fra le prestazioni erogabili in regime di ricovero DS e quelle più
semplicemente di tipo ambulatoriale: d’altro canto la dizione di
legge è al proposito piuttosto sibillina –evenienza tutt’altro che
rara- e si limita ad enunciare che l’attività di DS è “la
possibilità clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare
interventi chirurgici od anche procedure diagnostiche e/o
terapeutiche invasive e seminvasive in regime di ricovero limitato
alle sole ore del giorno, o con eventuale pernottamento, in
anestesia locale, loco-regionale o generale"
mentre l’attività ambulatoriale è definita come “…la possibilità
clinica, organizzativa ed amministrativa di effettuare interventi
chirurgici od anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive
e seminvasive praticabili senza ricovero, in studi medici o
ambulatori ed ambulatori protetti, in anestesia locale e/o analgesia"
(G.U. 29/6/95, L.G. 1/1995). Con un’elegante tautologia
possiamo concludere che è ambulatoriale quello che si può fare in
ambulatorio, ma anche così la chiarezza non ci guadagna poi molto.
Passando all’analisi degli
aspetti clinici legati all’erogazione di prestazioni in DS, è
interessante osservare come la compliance familiare sia all’ultimo
posto fra i criteri di esclusione, basati in larga misura sulle
condizioni cliniche del bambino: segno forse che anche a livello di
pubblico sono venute meno gran parte delle remore a “tornare a casa”
poche ore dopo un intervento chirurgico. A proposito invece della
tipologia degli interventi praticati o ritenuti praticabili in DS,
dettagliata in tab. 7, è interessante sottolineare le discrepanze
esistenti in alcuni casi fra le percentuali di interventi
effettivamente eseguiti in DS e quelle stimate possibili. Se infatti
da un punto di vista meramente statistico è facile spiegare queste
discrepanze con la diversa numerosità dei campioni presi come base
per il calcolo percentuale, da un punto di vista “chirurgico” queste
suggeriscono interessanti considerazioni. Da un lato infatti stanno
alcune patologie quali il varicocele ed il criptorchidismo che la
maggioranza dei Centri interpellati (rispettivamente il 95,5% ed il
72,7%) ritiene fattibili in DS, mentre in realtà sono trattate in DS
solo in una modesta percentuale di casi (rispettivamente il 19,3% ed
il 27,2%); dall’altro altre patologie quali la fimosi e le ipospadie
minori che solo una minoranza ritiene potenzialmente trattabili in
DS (rispettivamente il 13,6% ed il 31,8%) ma che in realtà –nei
pochi Centri che adottano la DS anche per questi interventi- sono
trattate con questa modalità in circa la metà dei casi
(rispettivamente nel 46,5% e nel 56%). Se ne può dedurre che in
alcuni casi l’esperienza diretta induce a limitare le indicazioni
ad interventi in teoria considerati di semplice attuazione in DS, e
viceversa dimostra fattibili senza troppi problemi interventi
ritenuti invece teoricamente non consigliabili in DS.
Per concludere sembra
opportuno richiamare le parole con cui venne presentato un simposio
dedicato alla DS in Urologia Pediatrica: “... (la DS è) argomento
di grande attualità ... che sembra rappresentare una scelta quasi
obbligata nell’ottica di un contenimento delle spese che non
pregiudichi la qualità delle prestazioni.” (15) . In
tale sede si ricorreva diplomaticamente alla formula dubitativa
“sembra quasi obbligata”: alcune possibili proiezioni circa lo
sviluppo futuro della nostra disciplina rendono questa formula del
tutto superata. Se non saranno infatti i Centri di Chirurgia
Pediatrica ad erogare prestazioni in DS, le leggi di mercato in
Sanità –fenomeno globale di cui la nuova legislazione italiana non è
che presa d’atto formale– sposteranno la domanda del pubblico su
altri Reparti. Si consideri a questo proposito la distribuzione dei
ricoveri di pazienti di età inferiore ai 14 anni (percentuali
nazionali calcolate su 959.826 ricoveri nel 1997 (5) ) :
se il rapporto fra reparti di Pediatria e di Medicina Generale è
pari a 46,1% vs 0,5%, quello fra reparti di Chirurgia Pediatrica e
Chirurgia Generale è pari a 6,1% vs 7,7% [il restante 39,6% è
distribuito fra Patologia Neonatale (10,7%), ORL (8,7%), ortopedia
e traumatologia (7,8%), altri reparti (12,4)]. Un’inadeguata offerta
di servizi di DS in Chirurgia Pediatrica potrebbe indurre a far
ulteriormente ricorso al ricovero di bambini in reparti per adulti
che eroghino prestazioni in DS (ricordiamo che in Italia vengono
ricoverati in reparti pediatrici l’89,7% dei bambini di età < 1
anno, il 71,1% di quelli fra 1 e 4 anni e solo il 44,5% di quelli
fra 5 e 14 anni). I nostri Colleghi pediatri, forse meno “distratti”
di noi a questo tipo di problematiche, hanno già segnalato nel
potenziamento dei servizi di DS una possibile fonte di incremento
dei ricoveri: “I pazienti chirurgici rappresentano solo lo 8,7%
dei ricoveri in pediatria, ben lontani pertanto da un valore
perseguibile e stimabile intorno al 30%" (16).
I dati presentati, ad onta
della loro intrinseca aridità, dovrebbero indurre a riflettere sul
fatto che la posta in gioco, al di là del contenimento delle spese –
peraltro abbastanza illusorio -, al di là della qualità delle
prestazioni – comunque fuori discussione -, potrebbe essere in
ultima analisi la sopravvivenza stessa della nostra disciplina come
entità autonoma.
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Tab. 1 – Distribuzione ricoveri < 18 anni
per DRG e tipologia – anno 1996 – riepilogo nazionale
|
gruppo DRG |
totale ricoveri |
ricov. 0-1 g |
% ric 0-1 |
ricov DS |
% DS |
|
tonsillectomia/adenoidectomia |
71.705 |
9.644 |
13,45 |
1.247 |
1,74 |
|
appendicetomia no compl no CC |
37.439 |
291 |
0,78 |
9 |
0,02 |
|
int ernia |
15.503 |
2.120 |
13,67 |
218 |
1,41 |
|
int testicolo no neopl |
13.085 |
2.126 |
16,25 |
155 |
1,18 |
|
circoncisione |
7.101 |
1.577 |
22,21 |
517 |
7,28 |
|
int sul pene |
5.406 |
893 |
16,52 |
386 |
7,14 |
|
appendicectomia compl no CC |
4.852 |
43 |
0,89 |
- |
0,00 |
|
altri int orecchio naso e gola |
3.909 |
266 |
6,80 |
473 |
12,10 |
|
int pelle e sottocutaneo |
4.129 |
1.203 |
29,14 |
816 |
19,76 |
|
trapianto pelle no CC |
4.003 |
800 |
19,99 |
1.329 |
33,20 |
|
int rene vescica no neopl |
1.640 |
49 |
2,99 |
5 |
0,30 |
|
int esofago stomaco duodeno |
1.063 |
30 |
2,82 |
7 |
0,66 |
|
int bocca |
1.352 |
200 |
14,79 |
307 |
22,71 |
|
int crasso e tenue no CC |
965 |
9 |
0,93 |
5 |
0,52 |
|
int cheilo-palatoschisi |
834 |
12 |
1,44 |
5 |
0,60 |
|
appendicectomia no compl con CC |
823 |
4 |
0,49 |
- |
0,00 |
|
splenectomia |
332 |
2 |
0,60 |
- |
0,00 |
|
int dotto tireoglosso |
310 |
20 |
6,45 |
- |
0,00 |
|
int tiroide |
288 |
13 |
4,51 |
85 |
29,51 |
|
altri interventi |
80.987 |
10.403 |
12,85 |
5.483 |
6,77 |
|
TOTALE |
255.726 |
29.705 |
11,62 |
11.047 |
4,32 |
Tab. 2 – Tipologia e distribuzione ricoveri
reparti pediatrici – anno 1998 – Regione Lombardia
|
|
pediatria |
% |
chirurgia
pediatrica |
% |
|
reparti
considerati |
70 |
- |
6 |
- |
|
totale
ricoveri |
120.107 |
- |
13.362 |
- |
|
ricoveri
ordinari |
81.254 |
67,6 |
8.499 |
63,6 |
|
di cui
di tipo medico |
69.303 |
85,3 |
1.082 |
12,7 |
|
di cui
di tipo chirurgico |
11.951 |
14,7 |
7.417 |
87,2 |
|
ricoveri
Day Hospital |
38.853 |
32,3 |
4.863 |
36,3 |
|
di cui
di tipo medico |
36.722 |
94,52 |
2.777 |
57,1 |
|
di cui
di tipo chirurgico |
2.131 |
5,48 |
2.086 |
42,8 |
Tab. 3 – Distribuzione ricoveri pazienti
DRG chirurgici di età < 1 anno – Regione Lombardia – anno 1997
|
reparto |
ricoveri 0-1 giorni |
ricoveri >1 giorni |
totale ricoveri ordinari |
% sul totale ric.ord. |
ricoveri in DS |
% sul totale ric. DS |
totale ricoveri |
% sul totale ricoveri |
|
cardiochirurgia |
0 |
163 |
163 |
8,6 |
0 |
0,0 |
163 |
7,8 |
|
chirurgia generale |
6 |
24 |
30 |
1,6 |
5 |
2,5 |
35 |
1,7 |
|
chirurgia pediatrica |
151 |
674 |
825 |
43,4 |
57 |
28,6 |
882 |
42,0 |
|
chirurgia plastica |
1 |
81 |
82 |
4,3 |
4 |
2,0 |
86 |
4,1 |
|
ortopedia |
5 |
113 |
118 |
6,2 |
5 |
2,5 |
123 |
5,9 |
|
oculistica |
38 |
58 |
96 |
5,0 |
85 |
42,7 |
181 |
8,6 |
|
orl |
2 |
17 |
19 |
1,0 |
5 |
2,5 |
24 |
1,1 |
|
pediatria |
14 |
206 |
220 |
11,6 |
31 |
15,6 |
251 |
11,9 |
|
patologia neonatale |
8 |
151 |
159 |
8,4 |
1 |
0,5 |
160 |
7,6 |
|
terapia intensiva neonatale |
3 |
74 |
77 |
4,0 |
0 |
0,0 |
77 |
3,7 |
|
altri reparti |
4 |
110 |
114 |
6,0 |
6 |
3,0 |
120 |
5,7 |
|
TOTALE GENERALE |
232 |
1671 |
1903 |
100,0 |
199 |
100,0 |
2102 |
100,0 |
Tab. 4 - Distribuzione geografica delle
strutture che praticano la DS
|
area |
Totale strutture* |
Strutture con DS nel 1993 |
% sul
totale |
Strutture con DS nel 1997 |
% sul
totale |
Strutture con DS nel 1998 |
% sul
totale |
|
Nord Ovest |
13 |
6 |
46,1 |
7 |
53,8 |
12 |
92,3 |
|
Nord Est |
11 (12) |
7 |
63,6 |
7 |
63,6 |
8 |
66,6 |
|
Centro |
9 |
6 |
66,6 |
7 |
77,7 |
7 |
77,7 |
|
Sud |
15 (14) |
1 |
6,6 |
2 |
14,2 |
7 |
50,0 |
|
Isole |
9 |
4 |
44,4 |
4 |
44,4 |
7 |
77,7 |
|
ITALIA |
57 |
24 |
42,1 |
27 |
47,3 |
41 |
71,9 |
* fra parentesi le strutture operanti nel 1998
Tab 5 - Attività di ricovero e cura
praticate in regime di DS presso le strutture di Chirurgia
Pediatrica in Italia
|
Area |
Letti totale |
Letti ordin. |
Letti
DS |
% |
Ricoveri
totale |
Ricoveri
ordinari |
Ricoveri
DS |
% |
Interv.
totale |
Interv.
ordinari |
Interv.
DS |
% |
|
N-O |
310 |
280 |
30 |
9,6
|
25975 |
18550 |
7425 |
28,5 |
17637 |
13544 |
4093 |
23,2 |
|
N-E |
213 |
189 |
24 |
11,2
|
17341 |
12583 |
4758 |
27,4
|
12118 |
9420 |
2698 |
22,2 |
|
Centro |
215 |
199 |
16 |
7,4
|
16605 |
13880 |
2725 |
16,4 |
12617 |
9904 |
2713 |
21,5 |
|
Sud |
266 |
256 |
10 |
3,7
|
20824 |
18927 |
1897 |
9,1
|
11723 |
10378 |
1345 |
11,4
|
|
Isole |
178 |
165 |
13 |
7,3
|
11785 |
9637 |
2148 |
18,2
|
6989 |
5651 |
1338 |
19,1 |
|
ITALIA |
1182 |
1089 |
93 |
7,8
|
92530 |
73577 |
18953 |
20,4 |
61084
|
48897 |
12187 |
19,9 |
Tab 6 - Disponibilità di Centri in
relazione alla popolazione residente ed alla popolazione di età
inferiore ai 14 anni
|
|
Residenti totale |
Residenti < 14 anni |
% totale |
<14 anni /
struttura DS |
< 14 anni /
letto DS |
|
N-O |
15.041.837 |
1.810.708 |
12,0 |
150.892 |
60.357 |
|
N-E |
10.525.193 |
1.290.263 |
12,3 |
161.283 |
53.761 |
|
Centro |
12.658.539 |
1.678.974 |
13,3 |
239.853 |
104.936 |
|
Sud |
12.568.289 |
2.366.531 |
18,8 |
338.076 |
236.653 |
|
Isole |
6.769.496 |
1.201.822 |
17,8 |
171.689 |
92.448 |
|
ITALIA |
57.563.354 |
8.348.298 |
14,5 |
203.617 |
89.767 |
Tab. 7 –Patologie passibili di essere
trattate in regime di DS in chirurgia pediatrica: dati relativi
alla pratica clinica
|
patologia |
% sul totale dei Centri |
% di interventi praticati in DS |
ore recupero postoperatorio |
% di consenso alla pratica in DS |
|
ascessi perianali |
46,2 |
35,2 |
4,7 |
81,8 |
|
cisti cuoio capelluto |
84,6 |
59,3 |
3,6 |
90,9 |
|
cisti dermoidi |
84,6 |
60,8 |
3,1 |
95,5 |
|
cisti funicolo |
38,5 |
66,0 |
4,3 |
72,7 |
|
cisti palpebrali |
61,5 |
81,3 |
5,0 |
81,8 |
|
cisti tendinee |
38,5 |
76,0 |
5,0 |
68,2 |
|
criptorchidismo |
38,5 |
27,2 |
5,0 |
72,7 |
|
dilatazioni stomie |
46,2 |
52,8 |
3,9 |
90,9 |
|
dilatazioni uretrali |
76,9 |
58,3 |
3,6 |
81,8 |
|
drenaggio ascessi |
69,2 |
56,0 |
3,7 |
95,5 |
|
endoscopia digestiva |
76,9 |
60,5 |
5,1 |
50,0 |
|
endoscopia urologica |
69,2 |
51,9 |
4,1 |
59,1 |
|
epulide/ranula |
53,8 |
71,4 |
4,4 |
59,1 |
|
ernia epigastrica |
30,8 |
80,0 |
4,3 |
63,6 |
|
ernia inguinale |
38,5 |
43,4 |
4,6 |
77,3 |
|
ernia ombelicale |
30,8 |
71,3 |
4,3 |
63,6 |
|
fimosi |
76,9 |
46,5 |
4,5 |
13,6 |
|
frenulo linguale |
100 |
75,8 |
3,6 |
100,0 |
|
frenulo penieno |
53,8 |
72,1 |
3,1 |
90,9 |
|
granulomi corpi estranei |
76,9 |
69,3 |
3,3 |
95,5 |
|
idrocele |
46,2 |
51,5 |
4,1 |
81,8 |
|
ipospadie minori |
15,4 |
56,0 |
5,5 |
31,8 |
|
linfadenopatie, biopsie |
46,2 |
48,3 |
4,3 |
95,5 |
|
meatotomie uretrali |
53,8 |
43,1 |
3,9 |
86,4 |
|
nevi cutanei |
69,2 |
68,4 |
3,6 |
90,9 |
|
patereccio |
46,2 |
92,5 |
3,0 |
81,8 |
|
polipi/biopsie rettali |
61,5 |
69,4 |
5,1 |
95,5 |
|
revisione ferite chirurgiche |
15,4 |
72,5 |
3,0 |
50,0 |
|
rimozione corpi estranei |
53,8 |
70,7 |
3,8 |
59,1 |
|
tumori derma e sottocute |
53,8 |
63,7 |
3,8 |
95,5 |
|
unghia incarnita |
84,6 |
75,8 |
2,7 |
77,3 |
|
varicocele |
23,1 |
19,3 |
5,5 |
95,5 |
|
MEDIA |
Non applicabile |
60,8 |
4,1 |
76,4 |



|